[Dip. MINORILE e COMUNITA'] L'ESECUZIONE PENALE ESTERNA DEGLI ADULTI @usbsindacato

La USB scrive al Ministro della Giustizia On. Andrea Orlando, al Capo Dipartimento Giustizia Minorile e di Comunità, al Direttore Generale Esecuzione Penale Esterna e di Messa alla Prova al direttoredel Personale, delle risorse e per l’attuazione dei provvedimenti del Giudice minorile e al Presidente Ordine Nazionale Assistenti Sociali

Roma -

In occasione del recente incontro al D.G.M.C. in presenza del Capo dipartimento e delle superiori Dirigenze in indirizzo abbiamo potuto apprezzare con quale determinazione e spirito di abnegazione si stia delineando la riorganizzazione e la costituzione del neonato dipartimento.

Certamente, Sig. Ministro

la pesante compressione degli Uffici di Esecuzione Penale Esterna, inseriti all’interno dell’attuale dipartimento, il cui personale civile verrà affiancato dalla polizia penitenziaria, non può rappresentare la tanto promossa riforma del probation. Non è possibile!

Ci sembra, si voglia tornare a costituire i commissariati di polizia penitenziaria chiamandoli in altro modo cancellando con un repentino colpo di spugna abilità, buone prassi, metodologie, di una comunità scientifica di professionisti, gli assistenti sociali, che da circa quarant’anni garantisce sicurezza sociale con un tasso di recidiva bassissimo, si vedano a tal fine le statistiche che nel corso di questi anni sono state pubblicate.

E ci si stupisce, Sig. Ministro, nel sentire autorevoli Dirigenze trattare L’ESECUZIONE PENALE ESTERNA PER GLI ADULTI come una novità, una recente scoperta! E sentire che all’esterno si esegue una PENA, già una pena, che giustifica l’inserimento della polizia penitenziaria negli U.E.P.E., ex Centri di Servizio Sociale per Adulti, che avrà funzioni e competenze che peraltro, appartengono già ad altre Forze di Polizia.

Forse si crede possibile coordinare l’esecuzione penale esterna come fosse un grande carcere? Un carcere diffuso? Dove gli Assistenti Sociali eseguiranno gli ordini e mortificheranno ancora una volta metodi e tecniche della professione per adempiere a questi ordini?

La presenza della polizia negli U.E.P.E. sembrerebbe la soluzione universale a tutti i problemi di carenza di personale civile anche contabile e amministrativo. Rinviare all’inserimento di unità di polizia anche in questi casi, confermerebbe la volontà a gestire gli U.E.P.E. come commissariati o carceri e ad espellere il personale civile – usato e gettato - già provato dal gravoso carico di lavoro.

L’esecuzione penale esterna per gli adulti è un progetto di reinserimento, un contratto tra la persona che ha commesso un reato e lo Stato, un percorso di sostegno verso la legalità, che il Servizio Sociale ha interpretato in questi quaranta anni con responsabilità, senso del dovere e capacità professionale, il basso tasso di recidiva ne è la prova tangibile.

E così, ancora una volta e anche questo Governo, Lei Sig. Ministro, è stato sordo alle richieste di questo Personale, isolato e impoverito del proprio ruolo e della dignità di professionista. Quale il senso, adesso, della recente convocazione da parte del D.G.M.C. il 9 giugno 2017 a tavoli separati, come richiesto dalla sigle sindacali della polizia, con la possibilità di un confronto unitario il 19 giugno 2017 e con il testo definitivo del d.m. che definirà compiti e funzioni della polizia penitenziaria. TUTTO E’ GIA’ FATTO!

Abbiamo già evidenziato in relazione al d.m. 23.2.2017 recentemente pubblicato sul Bollettino Ufficiale del Ministero della Giustizia (30.4.2017 n. 8) all’art. 13 sui profili professionali punto 10 e, quindi, in riferimento alla dotazione del personale del Corpo di polizia penitenziaria, la mancata convocazione di questa O.S. alle relative trattative e la determinata volontà del Dipartimento a cassare qualunque nostro contributo. Ribadiamo che detta modalità di esclusione del personale civile al processo di integrazione potrà contribuire al rischio implosione degli Uffici, responsabilità che rinviamo al contesto politico. Ne riteniamo la convocazione del mese di giugno sia sufficiente al confronto e ad avviare un serio e leale processo di integrazione.

Quale il ruolo del Servizio Sociale? Nemmeno questo ci è stato permesso trattare.

Questi Funzionari, personale laureato, plurispecializzato in molti casi, USATO – SFRUTTATO,

- si sfruttato, Sig. Ministro, ne verifichi il carico di lavoro e l’introito economico (pensi anche agli esperiti ex art. 80 ancora in attesa di compenso) - NON E’ STATO NEMMENO ASCOLTATO.

SIG. MINISTRO

USB NON CI STA!

Chiediamo e sosteniamo che:

Il Personale civile operante all’interno degli Uffici di Esecuzione Penale Esterna continui ad impegnarsi nell’opera del reinserimento sociale come normato eliminando il rischio che questi uffici diventino piccole carceri o commissariati

Il riconoscimento delle professionalità di Servizio Sociale sul piano giuridico contrattuale (si valuti l’alta specializzazione delle unità di Servizio Sociale, a fronte dello scarso riconoscimento economico e giuridico)

L’avvio della procedura di legittimazione del lavoro usurante svolto da queste/i lavoratrici e lavoratori

Su tutto questo continueremo a far sentire la nostra voce in difesa e a tutela delle lavoratrici e dei lavoratori degli U.E.P.E. e del Personale del D.G.M.C. e ci riserviamo di attivare le opportune azioni sindacali nelle sedi appropriate e di sensibilizzare l’Opinione Pubblica su quanto sta avvenendo in Italia sotto le mentite spoglie di un probation, a costo zero e sulle spalle del Personale.