INGIUSTA DECURTAZIONE DELL’ASSEGNO DI SERVIZIO PENITENZIARIO: DA CHE PARTE STANNO? @usbsindacato

Abbiamo letto con stupore il comunicato dell’UNSA pubblicato qualche giorno fa. Guarda caso arriva dopo che la USB ha ritenuto di prendere delle iniziative a seguito dell’assurda e penalizzante scelta operata dal Ministero della Giustizia e dal Ministero dell’Economia e Finanze. Pur non citandoci mette in dubbio la correttezza della istanza di restituzione da noi proposta e, anzi, sembra una sorta di avvertimento a non fare nulla perché, tutto sommato, si continuerà a calcolare al 100% e per 13 mensilità l’indennità penitenziaria. Piuttosto che un’informazione sindacale, questa ci appare più come una difesa d’ufficio della posizione assunta dal MEF, che ha imposto la decurtazione sulla malattia equiparando l’assegno di servizio penitenziario (previsto dall’art. 4 della legge 27 ottobre 1987 n. 436, punto 2 con caratteristiche che lo allineano al trattamento fondamentale) alle indennità accessorie percepite nei vari Ministeri.

Tutto ciò non ci sorprende! Queste cosidette sigle autonome sono spesso più dalla parte dell’Amministrazione che da quella delle lavoratrici e lavoratori.

Anche i riferimenti normativi indicati nel suddetto comunicato cosa c’entrano con tale questione?

Il citato art.17 – comma 12(?) CCNL integrativo del CCNL del 16-2-1999 pubblicato il 16/05/2001 parla dell’articolazione delle tipologie dell’orario di lavoro. Forse avranno sbagliato riferimento?

Non ci saremmo mai aspettati di dover assistere a un cosidetto sindacato che “mette il bastone fra le ruote” a una iniziativa in difesa del diritto di una parte del salario. Piuttosto, ci verrebbe da dire a questa sigla, perché non fare una battaglia, insieme alla USB, per estendere questo diritto anche agli altri Ministeri?

Fatta questa doverosa premessa, l’USB ritiene che l’improvvisa interpretazione operata dal Ministero sia contraddittoria, illeggittima e lesiva del diritto.

• CONTRADDITTORIA perché non si può considerare l’indennità penitenziaria come trattamento salariale fondamentale per poi decurtarla, in caso di malattia, come se fosse un trattamento accessorio.

• ILLEGGITTIMA perché per cambiare la natura di tale indennità, che ricordiamo è stata stabilita a suo tempo con una legge, non può essere modificata con una circolare ministeriale ma solo con un’altra legge.

• LESIVA DEL DIRITTO in quanto la tutela alla salute è un diritto costituzionale.

La USB, in perfetta solitudine, esprime una forte preoccupazione su tale decisione operata dal Ministero nei confronti dei colleghi e delle colleghe. Oggi viene introdotta la decurtazione in caso di malattia e domani probabilmente toglieranno la 13° mensilità in quanto le altre indennità sono pagate per 12 mesi.

Non intendiamo rassegnarci, come l’UNSA o altre sigle sindacali, e faremo di tutto per difendere un diritto e non, come qualcuno intende, un privilegio.