Pubblico Impiego Ministero della Giustizia Penitenziari

#USB_PENITENZIARI SITUAZIONE UEPE: Interrogazione Parlamentare

In allegato l'interrogazione parlamentare, presentata dall'On. CIPRINI, sulla situazione degli UEPE.

Roma -

 

Atto Camera

 

Interrogazione a risposta scritta 4-03616

presentato da

CIPRINI Tiziana

testo di

Lunedì 17 febbraio 2014, seduta n. 175

 

CIPRINI. — Al Ministro della giustizia. — Per sapere – premesso che:

la situazione degli istituti penitenziari in Italia è assai grave;

secondo le rilevazioni e i dati del Ministero della giustizia relativi al maggio del 2013 la popolazione italiana e straniera presenti nelle carceri ha sfiorato quasi le 68.000 persone (per essere precisi 65.886 tra imputati, condannati ed internati) con una variazione percentuale rispetto all'anno precedente (2012) pari a +0,28 per cento;

al 31 maggio 2013 i detenuti condannati che sono stati ammessi alle misure alternative alla detenzione sono stati 10.958 (affidamento in prova), 880 detenuti sono stati ammessi alla semilibertà e 3.030 alla detenzione domiciliare;

secondo dati relativi all'anno 2012 le persone condannate (pari a 38.656) che hanno usufruito delle misure alternative alla detenzione sono il 51,70 per cento (pari a 19.986 dei soggetti) della popolazione carceraria;

recentemente l'Italia ha subito condanne da parte degli organi dell'Unione europea per le condizioni «degradanti» degli istituti penitenziari e lesive della dignità delle persone e del detenuto;

al 31 maggio 2013 il dipartimento dell'amministrazione penitenziaria, sezione statistica, ha stimato in percentuale un sovraffollamento degli istituti carcerari pari al 40,20;

tale situazione ha fatto sì che anche recentemente il Governo è intervenuto con misure di «deflazione» della popolazione carceraria, in primis, con il decreto-legge 23 dicembre 2013, n. 146, recante misure urgenti in tema di tutela dei diritti fondamentali dei detenuti e di riduzione controllata della popolazione carceraria;

in particolare, l'articolo 3, comma 1, lettere c) e d), contiene disposizioni concernenti l'estensione temporale a quattro anni della misura dell'affidamento in prova al servizio sociale e l'articolo 4 contiene disposizioni concernenti l'introduzione della misura della liberazione anticipata speciale;

in tutti i procedimenti di esecuzione concernenti misure per la concessione dell'affidamento in prova al servizio sociale del condannato e/o detenuto, per la concessione della misura della liberazione anticipata, nonché per la concessione della semilibertà e del lavoro esterno, svolge una funzione essenziale l'ufficio di esecuzione penale esterna (UEPE) il cui personale ha funzioni di valutazione, vigilanza e osservazione del soggetto che deve essere ammesso alla misura alternativa alla detenzione;

il ruolo dell'UEPE rappresenta un tassello fondamentale nel trattamento e osservazione del detenuto; esso è il fulcro per la realizzazione degli obiettivi delineati dall'articolo 27 della Costituzione in tema di rieducazione e del diritto alla salute del detenuto;

il decreto-legge n. 146 del 2013 ha previsto la concessione della misura alternativa per pene da espiare fino a quattro anni nonché l'istituto della liberazione anticipata speciale al detenuto che abbia dato prova di partecipazione all'opera di rieducazione, così comportando un sensibile aumento del carico di lavoro degli UEPE e di tutti gli esperti coinvolti in tali procedure;

tali disposizioni sono il segno evidente della volontà del legislatore di considerare — in maniera forte — la rieducazione e inserimento sociale del detenuto quali strumenti per realizzare gli obiettivi della Carta costituzionale (articolo 27) e per dare una risposta anche al gravissimo problema del sovraffollamento delle carceri e dei suicidi dei detenuti che nelle carceri italiane hanno raggiunto livelli preoccupanti;

a fronte di tale volontà deve corrispondere un uguale risposta in termini di dotazione di risorse finanziarie e di personale;

tuttavia oggi gli UEPE soffrono la cronica mancanza di mezzi e di personale che viene impiegato con ritmi di lavoro sempre più gravosi, sia dal punto di vista del continuo aumento del numero dei sottoposti alle misure (per effetto della recente normativa), che per la qualità e la diversificazione degli interventi;

alcune organizzazioni sindacali hanno denunciato le condizioni in cui gli operatori dell'UEPE sono costretti a lavorare lamentando lo stato di degrado in cui si trovano gli uffici e la mancanza di personale che verrebbe «rimpiazzato» da personale della polizia penitenziaria anziché essere occupato da assistenti sociali;

i dati dimostrano invece che le persone ammesse a misure di esecuzione esterna della pena hanno un tasso di recidiva nel crimine ridottissimo (circa il 19 per cento);

occorre dare un segno concreto di cambiamento dotando questi uffici dei mezzi, risorse e autonomia necessaria tali da valorizzare anche le scelte legislative intraprese dal Governo –:

se il Ministro sia a conoscenza della situazione descritta e quali iniziative intenda adottare — anche di tipo normativo — al fine di assicurare l'autonomia e il potenziamento in termini di risorse umane e strumentali degli UEPE, anche in funzione degli obiettivi previsti dall'articolo 27 della Costituzione in tema di rieducazione del detenuto così come previsto dalla normativa italiana ed europea. (4-03616)