[DGMC] La USB PI interviene contro il trasferimento degli uffici dell’UIEPE da Mestre, al centro storico di Venezia – Rialto

Mestre -

La USB P.I. – Giustizia esprime il proprio sconcerto in relazione alla proposta avanzata, dalla Dirigente Reggente dell’UIEPE di Venezia , di trasferire l’attuale sede di servizio, sita in Mestre, al centro storico di Venezia – Rialto condividendo in pieno le motivazioni addotte dal personale UIEPE ivi operante che, riunito in assemblea indetta dalle RSU in data 24.10.2018, si è espresso in maniera nettamente contraria a tale ipotesi di trasferimento.

Questa O.S. ricorda che l’azione dell’Amministrazione Pubblica, preordinata alla concreta attività funzionale agli interessi dei cittadini è retta, tra l’altro, dai principi di economicità, efficacia ed efficienza. Gli Uffici di Esecuzione Penale Esterna, nella loro articolazione nazionale, prevedono un’apertura al pubblico che, nel caso dell’Interdistrettuale di Venezia, comprende un bacino di utenza delle province di Venezia e di Belluno, mentre per la provincia di Treviso circa dieci anni fa fu istituita una sede di servizio più agevole per i cittadini di quel territorio.

E’ spiacevole rammentare alla Dirigenza e all’Amministrazione che i fruitori del Servizio UIEPE provengono, per molta parte, da fasce disagiate della popolazione con problematiche economiche, sanitarie e sociali. A questi utenti, quindi, verrebbe chiesto di sobbarcarsi ulteriori costi economici ( vedi parcheggi, vaporetti ecc.) a cui si aggiunge anche una distanza “fisica” tra Stato e cittadino poco efficace, anzi, dannosa nella costruzione di percorsi di legalità e di ricomposizione di un patto sociale.

E’ paradossale che la tanto esaltata “giustizia di prossimità”, di cui alle Circolari del Dipartimento di Giustizia Minorile e di Comunità, richiamata, poi, nelle linee guida dal Ministro tesa a rafforzare l’efficacia e l’efficienza del servizio, si traduca, alla fine, in una proposta logistica che aggraverebbe il servizio creando maggiore disagio all’utenza e ai lavoratori.

Tale scelta, tra l’altro, è in netta controtendenza con le decisioni adottate da tante Amministrazioni Pubbliche di spostare le sedi dall’isola di Venezia, alla terraferma, proprio per consentire agli utenti di accedere con maggiore facilità ai servizi da esse erogati.

E’ appena il caso di sottolineare che il personale, bloccato nel turn over da oltre 20 anni, ha un’età media superiore ai 50 anni e che per l’Amministrazione Penitenziaria, Venezia è considerata sede “disagiata”, pertanto, ai dipendenti viene corrisposta la relativa indennità, di cui nel nuovo Dipartimento il personale, allo stato, neanche godrebbe.

La USB non può non rimarcare che, attualmente, per il personale in forza all’UIEPE non sono previsti i tanto richiesti e auspicati aumenti di organico e, l’unica variazione alla attuale ripartizione dei funzionari attiene l’Area Interdistrettuale, composta da un Responsabile, già presente e da due unità poste a interpello ( 1 funzionario di servizio sociale e 1 funzionario amministrativo). Stando a quanto dichiarato dalla Dirigente Esecuzione Penale Esterna dr.ssa Castellano al momento, poi, oltre a non essere previsti ampliamenti della pianta organica, l’eventuale nucleo di polizia penitenziaria, composto da 13 unità, verrebbe distribuito tra i vari Uffici del Triveneto.

A questo punto non si comprendono le ragioni di individuare una sede così ampia che, quantunque venga concessa a titolo gratuito, comporterà costi di gestione a dir poco esorbitanti.

La USB chiede con forza un immediato intervento del Ministro per impedire un drammatico peggioramento degli standard di qualità del servizio erogato ai fruitori del sistema giustizia.

I lavoratori dicono no a questo trasferimento: USB è al loro fianco pronta ad intraprendere ogni azione utile a scongiurare scelte scellerate.